Milano Unica Performing nasce dallo studio dell’interazione creativa tra la fisicità del corpo, lo spazio e l’arte.
Ovvero tra il movimento, il Cosmo e i linguaggi performativi.
Uno studio sistemico che conduce Milano Unica a definire nuovi materiali, elaborare nuovi oggetti, pensare spunti inediti per creare prodotti contemporanei, anzi, rivolti al futuro.
Performance intesa sia come atto del farE artistico, sia come sinonimo di funzionalità.
Un modo per ridefinire lo spazio, il corpo e la materia, per sviluppare nuove esperienze estetiche e sensoriali.
Performance come risposta alla trasformazione del settore che si sta spostando da una dimensione dell’apparenza, puramente estetica, a una pratica dinamica, interattiva e immersiva, legata alla sperimentazione dei materiali, alla tecnologia e all’ibridazione con le arti performative.
La moda è sempre stata un linguaggio in dialogo con il corpo, lo spazio e le diverse espressioni artistiche e oggi si avverte il bisogno di un’evoluzione ulteriore per rispondere alle nuove esigenze della contemporaneità, attraverso l’attualizzazione di nuove grammatiche creative e il coinvolgimento di pubblici sempre più vasti ed eterogenei.
Performing MU rappresenta un cambio di paradigma nel mondo della moda: il corpo, lo spazio e il movimento diventano parte integrante della ricerca dei tessuti e degli accessori e, quindi, del design, ridefinendo la moda come un’arte viva, interattiva e fluida.
Da qui nascono i 3 temi di Milano Unica per la stagione Autunno-Inverno 2026/27:
Lo spazio diventa parte integrante della ricerca creativa, non solo uno sfondo ma un elemento attivo della narrazione.
L’ispirazione sci-fi, mutuata dalla fantascienza, porta alla sperimentazione di materiali innovativi che si avvalgono della tecnologia per toccare i temi della protezione e mutazione, creando un ponte tra il corpo umano e l’universo.
Immaginare lo spazio come una galassia significa concepirlo come un ambiente vivo, mutevole, in espansione, fatto di energia, gravità, luci, ombre e materia che sfida la nostra percezione.
I materiali sono quelli futuristici, ispirati allo spazio e alla fantascienza:
• Tessuti e accessori metallici e riflettenti: materiali come Mylar (usato nelle tute spaziali della NASA), laminati olografici e superfici specchiate che catturano la luce e trasformano il corpo in un’entità cosmica;
• Nano-tessuti e materiali autorigeneranti: fibre in grado di ripararsi, adattarsi alla temperatura corporea e reagire a stimoli ambientali;
• Tessuti leggeri e resistenti come l’Aerogel: uno dei materiali più leggeri conosciuti, con un’estetica eterea che sembra sospesa nel vuoto;
• Abiti mutanti e Smart Textiles: strutture che cambiano forma attraverso impulsi elettrici, tessuti che si illuminano, materiali che simulano la pelle di organismi alieni. Lo spazio diventa parte integrante della ricerca creativa, non solo uno sfondo ma un elemento attivo della narrazione.
I colori sono rappresentati da un universo cosmico di toni freddi: un blu intenso e un blu petrolio invernali e raffinati, sono sottolineati dal nero, schiariti da un accento minerale, impreziositi da una lamina patinata argento opaco e raddolciti da un tono cremoso.
Una gamma multifunzionale da utilizzare agevolmente dal workwear all’eveningwear, dal completo formale allo spirito tech e sport.
18-3949 TPG
12-0717 TPG
19-4329 TPG
14-4105 TPG
NERO
LAMINATO ARGENTO OPACO
Il corpo non è più un elemento fisso e definito, ma una materia plastica, un campo di sperimentazione per nuove identità e forme.
La moda, la tecnologia e l’arte contemporanea amplificano questa visione attraverso la deformazione e l’ingrandimento del corpo, creando silhouette alterate, sproporzionate o ibride, promuovendo così l’estetica del potenziamento e della forza. Qui i riferimenti vanno alla cultura del bodybuilding e al potere del muscolo come codice estetico. Senza tralasciare, infine, l’uso della tecnologia e dei materiali ergonomici che creano strutture in grado di modificare il modo in cui il corpo interagisce con lo spazio.
Si va oltre il concetto di superamento della forma umana, per arrivare all’idea di corpo come scultura vivente, potenziato da forme architettoniche che sfidano il perimetro della proporzione tradizionale, creando figure che sembrano mutanti o post-umane, attraverso l’uso di materiali sempre più performanti e duttili alla plasticità.
Il corpo perde la sua dimensione naturale per diventare un’installazione vivente, un simbolo di potere e artificialità, un’opera ergonomica in un gioco di volumi e proporzioni che sfida i limiti della biologia umana.
I materiali sono ergonomici, con imbottiture che esasperano volumetrie e proporzioni:
• Tessuti e accessori imbottiti: creano spazi vuoti tra corpo e abito, generando nuove silhouette;
• Strutture modulari, con materiali per cappotti, giacche e pantaloni che sembrano costruzioni gonfiabili o scheletri esterni;
• Proporzioni distorte, con l’uso di spalle giganti, fianchi allargati, abiti che cambiano forma in base ai movimenti.
La palette di colori è satura, decorativa e preziosa, arricchita da effetti e sfumature.
Il rosa, indispensabile e in versione afrodisiaca, si abbina ai toni dei frutti rossi canditi, in contrasto con colori più classici.
Colori femminili e maschili, per valorizzare lane e cotoni grezzi, ma anche superfici vellutate, satinate e trasparenze preziose.
17-1449 TPG
16-1715 TPG
19-3940 TPG
19-1940 TPG
19-1322 TPG
19-0312 TPG
L’acquisto di un abito non coincide solo con un capo da indossare, ma è un atto performativo attraverso il quale corpo, movimento, spazio e materiali interagiscono per creare nuove esperienze. Per questo è importante trasformare tessuti e accessori e quindi l’abbigliamento in un linguaggio artistico dinamico, espressivo e multisensoriale.
L’obiettivo è creare emozione, spostando la moda dal semplice prodotto commerciale a un’esperienza artistica immersiva, oltre la funzione tradizionale, in cui il tessuto può diventare uno strumento di narrazione, in cui l’abito racconta una storia in movimento, un’estensione del corpo.
Come se il tessuto diventasse una seconda pelle, cambiando il modo di percepire la fisicità del corpo, favorendo silhouettes mutevoli in grado di regalare stupore e meraviglia.
In questo tema, il corpo e il tessuto si trasformano attraverso il movimento, creando nuove dimensioni percettive e sensoriali: il tessuto non è solo qualcosa da indossare, ma diventa parte di una performance visiva e tattile, un mezzo per esplorare il rapporto tra corpo e spazio.
Il legame è forte con il teatro, la danza e l’arte contemporanea, l’abito non è solo un elemento estetico, ma un mezzo per esprimere un’emozione e una narrazione corporea.
La ricerca si basa su materiali performanti:
• Tessuti interattivi: materiali che cambiano colore, reagiscono al movimento e alla temperatura;
• Strutture fluide: con materiali che si muovono in modo organico, creando effetti ottici e volumetrici;
• Fusioni con la scultura e l’arte digitale: in cui gli abiti diventano oggetti dinamici, che esistono sia nella realtà, ma anche negli ambienti virtuali.
I colori sono vivi, ultra-pigmentati, illuminati da un giallo audace e da un bianco alabastro, perfezionati da uno scuro violaceo e profondo per creare una nuova estetica quotidiana e ludica.
Una gamma universale a uso multiplo da esprimere in colorblock, in tocchi o combinazioni grafiche, sia per l’abbigliamento che per gli accessori.
18-5642 TPG
13-0753 TPG
18-1662 TPG
11-0701 TPG
19-3520 TPG
15-1150 TPG