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PERFORMING MU TENDENZE AUTUNNO-INVERNO 2026/27

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Il corpo è anatomia e forza. È un’armonia perfetta di volumi e superfici che si sublimano e si espandono nel movimento all’interno di uno spazio. Milano Unica Performing trae ispirazione per le collezioni Autunno-Inverno 2026/27 proprio dallo studio dell’interazione che si stabilisce tra il corpo, lo spazio e l’arte.

La parola chiave è “Performance” che riferita al corpo rimanda alle prestazioni fisiche e alle sue potenzialità, mentre in ambito creativo allude alle espressioni artistiche e, invece, in rapporto ai tessuti ne descrive le loro capacità tecniche, trasformative e di massima resa.

Performance intesa, quindi, sia come espressione di dinamicità del corpo, macchina potentissima e perfetta, sia come atto del fare artistico e sia come sinonimo di funzionalità della materia-tessuto.

Performance come risposta alla trasformazione del settore che chiede maggiore concretezza, andando oltre la semplice estetica per rispondere alle nuove esigenze di comfort, dinamismo, praticità attraverso la sperimentazione di materiali che le nuove tecnologie permettono di realizzare, in combinazione con le ibridazioni dei linguaggi delle varie arti.

PERFORMING MU si pone, quindi, il compito di definire nuovi materiali, elaborare nuovi oggetti, pensare spunti inediti per creare prodotti contemporanei, anzi, rivolti al futuro.

«La moda storicamente è sempre stata in dialogo con le esigenze di un corpo in movimento e con le arti performative, perché la creazione dei tessuti è strettamente connessa sul piano pratico alla fisicità dinamica della silhouette e, sul piano estetico, alle influenze dell’arte.
Con PERFORMING MU si compie un cambio di paradigma facendo diventare il corpo, lo spazio, il movimento e le arti performative parte integrante della ricerca dei tessuti e degli accessori, anzi l’essenza stessa del design» spiega Stefano Fadda, direttore artistico di Milano Unica.

Partendo quindi da questi concetti, la ricerca di PERFORMING MU per l’Autunno-Inverno 2026/27 è stata declinata attraverso i seguenti tre temi:

-          Performing Space

-          Performing Bodies

-          Performing Arts

PERFORMING

space

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Qui per Spazio si intende il Cosmo: l’ispirazione sci-fi, mutuata dalla fantascienza, porta alla sperimentazione di materiali innovativi che si avvalgono della tecnologia >per toccare i temi della protezione e mutazione, creando un ponte tra il corpo umano e l’universo. Immaginare lo spazio come una galassia significa concepirlo come un ambiente vivo, mutevole, in espansione, fatto di energia, gravità, luci, ombre e materia che sfida la nostra percezione.

I materiali sono quelli futuristici, ispirati allo spazio e alla fantascienza: come tessuti e accessori metallici e riflettenti, a cominciare dal Mylar (usato nelle tute spaziali della NASA), i laminati olografici e le superfici specchiate che catturano la luce. Si parla di nano-tessuti e materiali autorigeneranti ovvero di fibre in grado di ripararsi, adattarsi alla temperatura corporea; di tessuti leggeri e resistenti come l’Aerogel, uno dei materiali più leggeri conosciuti; di abiti mutanti e Smart Textiles, strutture che cambiano forma attraverso impulsi elettrici, tessuti che si illuminano, materiali che simulano la pelle di organismi alieni.
I colori sono rappresentati da un universo cosmico di toni freddi: un blu intenso e un blu petrolio invernali e raffinati sono sottolineati dal nero, schiariti da un accento minerale, impreziositi da una lamina patinata argento opaco e raddolciti da un tono cremoso.

PERFORMING

bodies

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Il corpo inteso come una materia plastica, un campo di sperimentazione per nuove identità e forme. La moda, la tecnologia e l’arte contemporanea amplificano questa visione attraverso la deformazione e l’ingrandimento del corpo, creando silhouette alterate, sproporzionate o ibride, promuovendo così l’estetica del potenziamento. Qui i riferimenti vanno alla cultura del bodybuilding e al potere del muscolo come codice estetico. Senza tralasciare, infine, l’uso della tecnologia e dei materiali ergonomici che creano strutture in grado di modificare il modo in cui il corpo interagisce con lo spazio. Vige l’idea di corpo come scultura vivente, potenziato da forme architettoniche che sfidano il perimetro della proporzione tradizionale, creando figure che sembrano mutanti o post-umane.

I materiali sono ergonomici, con imbottiture che esasperano volumetrie e proporzioni: tessuti e accessori imbottiti, creano spazi vuoti tra corpo e abito, generando nuove silhouettes. Strutture modulari, con materiali per cappotti, giacche e pantaloni che sembrano costruzioni gonfiabili o scheletri esterni. Proporzioni distorte, con l’uso di spalle giganti, fianchi allargati, abiti che cambiano forma in base ai movimenti.
La palette di colori è satura, decorativa e preziosa, arricchita da effetti e sfumature. Il rosa, indispensabile e in versione afrodisiaca, si abbina ai toni dei frutti rossi canditi, in contrasto con colori più classici.

performing
arts

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L’acquisto di un abito non coincide solo con un capo da indossare, ma è un atto performativo attraverso il quale corpo, movimento, spazio e materiali interagiscono per creare nuove esperienze. Per questo è importante trasformare tessuti e accessori e quindi l’abbigliamento in un linguaggio artistico dinamico, espressivo e multisensoriale.         L’obiettivo è creare emozione, spostando la moda dal semplice prodotto commerciale a un’esperienza artistica, in cui il tessuto può diventare uno strumento di narrazione. Come se il tessuto diventasse una seconda pelle, cambiando il modo di percepire la fisicità del corpo per regalare stupore e meraviglia. In questo tema, il corpo e il tessuto si trasformano attraverso il movimento, creando nuove dimensioni percettive e sensoriali: il tessuto diventa parte di una performance visiva e tattile, un mezzo per esplorare il rapporto tra corpo e spazio.                   Il legame è forte con il teatro, la danza e l’arte contemporanea.

La ricerca si basa su materiali performanti: tessuti interattivi ovvero materiali che cambiano colore, reagiscono al movimento e alla temperatura; strutture fluide, con materiali che si muovono in modo organico, creando effetti ottici e volumetrici; fusioni con la scultura e l’arte digitale in cui gli abiti diventano oggetti dinamici, che esistono sia nella realtà, ma anche negli ambienti virtuali.
I colori sono vivi, ultra-pigmentati, illuminati da un giallo audace e da un bianco alabastro, perfezionati da uno scuro violaceo e profondo per creare una nuova estetica quotidiana e ludica. Una gamma universale a uso multiplo da esprimere in colorblock, in tocchi o combinazioni grafiche, sia per l’abbigliamento che per gli accessori.

Performing Space
Performing Bodies
Performing Arts
performing mu